La Storia di Via Rasella

via rasella

Roma 23/03/1944

VIa Rasella, ora di pranzo circa, ma non per tutti. Un finto netturbino scende lungo la via, giornata apparentemente uguale alle altre…A spingere il bidone era un certo Rosario Bentivegna, partigiano. Quello era il periodo in cui la guerra stava stuprando la città di Roma e il suo popolo. Bentivegna portava nel suo bidone della spazzatura circa 17 kili di esplosivo e anche un pò di speranza, per lui e il suo popolo.

H16 circa

11° Compagnia del 3° Battaglione dello SS Polizei Regiment Bozen, circa 150 uomini altoatesini marciavano tranquillamente fino a sfiorare via Rasella. Bentivegna capisce che è arrivato il momento, accende la miccia sapendo che ha poco meno di un minuto per allontanarsi. Mentre si allontana un gruppetto di ragazzini si mette a giocare a pallone, la miccia corre, le truppe tedesche si avvicinano. Il tempo non gioca più a loro favore. Interviene Pasquale Balsamo che come un razzo si avvicina al gruppetto di ragazzini calciando forte il pallone, per sua fortuna i ragazzini corrono a recuperarlo lanciando un grido contro Balsamo…«A fjo de na mignotta». Kappler lo ricorderà con queste parole «Pasquale Balsamo, audacissimo studente diciannovenne, fu arrestato e successivamente liberato credendo che appartenesse a una banda di rapinatori. Essendo anche uno degli autori dell’agguato a via Rasella avrei fatto il mio dovere a farlo fucilare…». Nell’esplosione moriranno 32 Tedeschi e un ragazzino Italiano, questo era il primo bilancio dell’operazione.

Hitler dispose che venissero uccisi 50 italiani per ogni tedesco morto, ma alla fine si decise di ucciderne 10 per ognuno di loro. In quel periodo le carceri Tedesche non contenevano 320 prigionieri politici. Quindi Kappler decise di prendere dei “presunti” antifascisti o partigiani casa per casa. Nella notte muore un altro soldato tedesco e Kappler decide di prendere con la forza altri 10 Italiani, anzi no, ne fa prendere 15, non si sa mai. Totale 335. Furono giustiziati con un colpo di fucile dietro la testa, il punto più sicuro affinchè non si sprecassero altri colpi. Un colpo, una vita spezzata.

Kappler, dopo la guerra scappò in Germania, fu arrestato ma riuscì a scappare.

Erich Priebke, lui riuscì a scappare in Argentina e a portare avanti la sua vita in maniera tranquilla, si dice che si aprì un’attività facendo il salumiere all’interno. La Finlandia addirittura gli dedicò un francobollo. Quando fu trovato venne processato in Italia e nonostante i 10 anni di carcere (questa fu la condanna), per motivi di salute, gli vennero concessi gli arresti domiciliari.

Pasquale Balsamo e Rosario Bentivegna ricevettero una medaglia dallo Stato Italiano. Il primo finì a scrivere per L’Unità (quando ancora era un giornale valido e non come oggi servo del potere di sinistra). Il secondo continuò nella sua vita di medico.

In merito a Bentivegna va detto (notizia del 14/09/2012) che gli verrà dedicata a Roma una via. Anzi no. La destra romana, tramite il consigliere comunale Pdl Federico Guidi, si è messa di traverso considerando “inaccettabile e offensiva” questa decisione.

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Enea Rotella

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