Jim Morrison, il mistero sulla sua morte

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Jim Morrison senza dubbio rappresentava e rappresenta la fusione tra la liberazione sessuale, ribellione politica ed esplorazione psichica, elementi che infiammarono il Rock degli anni Settanta.  Nel tempo libero, quando non era impegnato nelle sue performance, si sfogava nell’alcol e nelle droghe per fuggire, come Janis Joplin, dal mito di essere una stella del pop. Lui amava definirsi “politico erotico” e questo fattore, come anche il famoso episodio di Miami del 1969, per intenderci quando fu arrestato con l’accusa di essersi esibito nudo sul palco, questi eventi dicevamo lo portarono a Parigi. Il mondo del Rock ormai lo aveva disgustato e scelse proprio la capitale Francese per assecondare la sua voglia di scrivere poesie, senza rendersi conto che poeti e pittori che avevano infiammato la città qualche decennio prima avevano da tempo abbandonato quel tipo di palcoscenico. Con il passare del tempo l’alcol e le droghe lo avevano consumato rendendolo irriconoscibile. Ingrassato, barbuto e senza i Doors cercò in Pamela Courson la compagna con cui condividere i suoi momenti privati. Il cuore cedette il 3 luglio del 1971 nel momento in cui si trovava nel bagno di casa sua, o almeno così si racconta. Il fattore principale che lo condusse alla morte fu proprio l’eroina, senza dimenticare tutti gli eccessi che facevano da contorno. In molti sostengono che Morrison da tempo stava pensando ad un exit strategy, o meglio ad inscenare la sua morte per sfuggire dal suo passato. Quest’idea, a quanto sembra, gli fu suggerita da Jerry Hopkins, co-autore della sua biografia, Nessuno uscirà vivo di qui. Proprio in questa fase il mito inizia a fondersi e confondersi con la realtà. Hopkins, appoggiato da Morrison, scrisse due biografie, con due epiloghi diversi, uno che raccontava della sua morte e un altro che suggerisce l’idea di una sua fuga dal mondo.

<<Ci sono due epiloghi per questo libro. La tiratura del libro dovrà esser divisa equamente: se verranno stampate 10.000 copie, allora 5.000 termineranno con l’epilogo 1, e le altre 5.000 con l’epilogo 2. Le 10.000 copie dovranno quindi essere mescolate e distribuite a caso, senza mai fare qualsiasi menzione dei due diversi epiloghi>>.

Il mistero della morte di Morrison quindi nasce da questo libro, ma soprattutto dal fatto che nessuno abbia visto il cadavere, o meglio, da nessuno in grado di essere obbiettivo e non coinvolto emotivamente dalla sua musica e dal suo pensiero. Di certo non sapremo la verità se Jim si trovi ancora su questa terra lontano dai fan o se si trova su qualche isola deserta o in un altro mondo, a voi la scelta su cosa credere, ma di certo, anche lui, alla notizia tragica della scomparsa del suo amico e tastierista Ray Manzarek  avrà versato lacrime di dolore.

 

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Enea Rotella

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