La mercificazione dell’acqua potabile

acqua americaTra gli ambientalisti, sempre di più si sta facendo strada la pericolosa idea per la quale in molti mirano a fissare un prezzo per l’acqua potabile e che questo possa portare a preservarne le riserve del pianeta e più costa, meno se ne spreca. La Teeb, formata da Nazioni Unite, Commissione Europea, Germania, Svezia, Giappone, Regno Unito, Paesi Bassi e Norvegia ha il compito e l’obiettivo di calcolare il valore degli ecosistemi, che già di per sé è un’idea folle, ma il tutto è supportato dal Pes (Payment for ecosystem services) che ha il compito di calcolare il prezzo di beni comuni come l’aria e l’acqua. Sembra folle tutto questo? In realtà no, anzi il giro di affari e interessi ha fatto sì che al tutto si sia interessata la macchina succhia soldi di Wall Street e se a tutto questo aggiungiamo che anche la Banca mondiale e la Fao si stanno muovendo in tal senso, ne esce fuori un mix a dir poco letale. L’acqua, quindi, viene vista come bene  da scambiare sui mercati e naturalmente gli speculatori e le grandi banche stanno promuovendo una politica dietro le quinte per cercare di monetizzare questo bene primario. Wall Street negli ultimi cinque anni ha fatto salire a livelli record il prezzo del mais, riso e grano e se ci facciamo caso, anche in Italia negli ultimi anni il prezzo del pane e della pasta è salito notevolmente, se ci facciamo caso…Il tutto avviene perché le banche d’investimento dettano i prezzi e le condizioni di un bene primario che genera un fatturato notevole.

Nel 2010 il governo Americano ha cercato di introdurre una riforma (Dodd-Frank) che tutelasse i consumatori a discapito delle grandi multinazionali e naturalmente come la legge è entrata in vigore, è stata subito bloccata e di questo dobbiamo ringraziare nomi gia noti ai più come la JPMorgan Chase, Bank of America Corp. e la Goldman Sachs Group Inc.. Gli esperti di politica internazionale prevedono che in un futuro prossimo vi saranno scontri sull’uso dei fiumi e quindi sulla proprietà, questo perché l’acqua non viene vista più come un bene comune e indispensabile per l’uomo ma bensì come moneta liquida e di conseguenza il Fondo monetario internazionale e la Banca mondiale, essendo creditrici per i miliardi di dollari erogati nel corso del tempo, chiedono ai paesi di privatizzare le rispettive risorse acquifere, ma a mio parere, dell’Italia e degli Italiani si può dire di tutto, ma siamo stati tra i pochi che, tramite referendum siamo riusciti a bloccare questa privatizzazione e anche in merito al nucleare abbiamo fatto capire al mondo economico che qui non c’è spazio per le loro idee folli. Naturalmente non dobbiamo dimenticare che per quanto riguarda l’acqua nonostante il referendum sia stato chiaro, qualcuno, dietro le quinte, cerca di boicottarne il risultato. Quei geniacci degli esperti in campo finanziario partono da un punto ben preciso, ovvero che l’acqua potabile diventerà sempre di meno e che la domanda non si esaurirà mai, quindi perché non creare intorno un business? L’idea che sta alla base è sempre la stessa, speculare tramite lo strumento finanziario, sui mercati globali così come è accaduto nel recente passato per quanto riguarda il grano, quindi chi avrà più soldi potrà permettersi questo bene.

Secondo voi, tra un coltivatore di grano e un’industria bisognosa d’acqua chi potrà permettersi l’acquisto? E se questo accadesse, l’immediata conseguenza spingerebbe ad un aumento notevole dei prezzi sui generi alimentari ma soprattutto, il dover acquistare un bene che per natura e dalla natura ci è stata consegnata fin dalla notte dei tempi.

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Enea Rotella

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