Il mistero sulla morte di Paul McCartney

Abbey Road
Abbey Road

Una volta John Lennon disse <<Il Cristianesimo è destinato a scomparire, raccoglierà sempre meno adepti fino a svanire del tutto. Non c’è nulla da discutere su questo punto: ho ragione e i fatti mi daranno ragione. In questo momento siamo più popolari di Gesù. Gesù era in gamba, ma i suoi discepoli erano gentaglia rozza e poco intelligente.>>

Siamo nel 1966 e questa affermazione fu rilasciata alla gioranlista Maureeen Cleave a Londra. Inutile ricordare cosa scatenarono queste parole nell’opinione pubblica, i fedeli più credenti, da un capo all’altro degli USA, nell’estate del 1967 iniziarono come forma di protesta a bruciare i dischi dei Beatles e anche le varie stazioni radio come la WAYX,  Georgia, fomentarono questa forma di protesta. Senza dubbio la band di Liverpool resterà legata alla musica per l’incredibile produzione musicale e per le stravaganze dei suoi membri che hanno reso leggenda questo gruppo. Tra i vari aneddoti che potremmo ricordare uno in particolare lega il nome di Paul McCartney ad uno dei misteri che avvolgono la band, la sua presunta morte in vita. Il mistero affonda le sue radici nel 1969 quando la Rat Magazine, rivista studentesca Americana pubblicò un articolo sull’evento. Nel numero del 29 ottobre si volle provare la morte di Paul McCartney, <<Sicuri che forse l’inganno non poteva durare a lungo, i Beatles hanno suggerito la verità in ogni album seguente>> continuava l’articolo. A tesimonianza dell’accaduto i giornalisti riportano varie indicazioni utili, ad esempio possiamo ricordare la copertina dell’album Sgt. Pepper, solo Paul infatti distoglie lo sguardo dall’obiettivo, o anche l’immagine dell’album Magical Mystery Tour dove Paul porta una rosa nera mentre nell’immagine famosa di Abbey Road, i Beatles, camminano in fila indiana, John e Ringo sono vestiti a lutto, mentre Paul a piedi scalzi indossa abiti da sepoltura e infine George con l’uniforme dei becchini inglesi. Sulla Volkswagen la targa contribuisce a dar qualcosa in più a questo mistero infatti,  la targa, riporta parzialmente la scritta “281F” che per molti sta ad indicare “28IF” ovvero “28 se” che sta ad indicare l’età di Paul se fosse stato ancora in vita.

I giornalisti quindi sommarono tutti questi indizi citando anche canzoni come Got to get You into My Life e Tomorrow Never Knows che secondo loro raccontavano della morte di McCartney avvenuto in un incidente stradale. In merito all’album Sgt. Pepper vi si può trovare la foto di un uomo grasso che agita una mano, che nella simbologia orientale è legato alla morte, Paul invece porta al braccio una fascia con le iniziali O.P.D. che secondo alcuni stava a significare <<Dichiarato ufficialmente morto>>, quando in realtà solo dopo si scoprì che stava ad indicare il corpo di polizia dell’Ontario. Nell’inserto dell’album Magical Mystery Tour si può trovare una foto che mostrava McCartney seduto con un cartello con la scritta “Io fui”.

Inizialmente fu anche riportata un’intervista ad uno specialista del suono dell’università di Miami il quale affermò, con evidenza scientifica, che la voce di Paul era cambiata oltre ogni ragionevole dubbio e che quindi non si poteva trattare della stessa persona.

In merito alla presunta morte l’unico commento che McCartney rilasciò fu che non era stato informato della propria morte, ma in fondo lui era sempre l’ultimo a sapere quello che succedeva nei Beatles. (1)

(1) Gary Herman, Rock’n’Roll Babylon

Enea Rotella

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