Diazepam e Hoffmann-La Roche

Hoffmann La roche
Hoffmann La roche

Il Diazepam è un noto farmaco utilizzato per trattare i disturbi d’ansia, l’insonnia e gli spasmi muscolari. Questo prodotto è stato creato dalla casa farmaceutica Hoffmann-La Roche che ne detiene i diritti. Ma chi è realmente, o meglio, cos’è la Hoffmann-La Roche? Azienda fondata nel 1896 da Fritz Hoffmann-La Roche imprenditore svizzero. Ad oggi vi sono varie filiali in Germania, Francia, Italia, Stati Uniti, Russia e Gran Bretagna ed è presente commercialmente in 150 Paesi. Nel 2010 ha raggiunto l’incredibile fatturato di 8,891 miliardi di franchi svizzeri con ricavi annuali che superano i 30 miliardi di dollari. Da brava multinazionale, durante gli ultimi anni, ha avuto qualche “difficoltà” con la legge, possiamo ricordare la condanna per la posizione dominante e i comportamenti abusivi.

“La posizione dominante può essere definita come una situazione di potenza economica grazie alla quale l’impresa che la detiene è in grado di ostacolare la persistenza di una concorrenza  effettiva sul mercato rilevante e ha la possibilità di tenere comportamenti alquanto indipendenti nei confronti dei suoi concorrenti, dei suoi clienti, ed in ultima analisi, dei consumatori. Siffatta posizione, a differenza di una situazione di monopolio o quasi monopolio, non esclude  l’esistenza di una certa concorrenza, ma pone l’impresa che la detiene in grado, se non di decidere, almeno di influire notevolmente sul modo in cui si svolgerà detta concorrenza e, comunque, di comportarsi sovente senza doverne tenere conto e senza che, per questo, simile condotta le arrechi pregiudizio”.

Corte di Giustizia Europea, causa  c-85/76 Hoffmann-La Roche/Commissione, sentenza del 13/02/1979

Ma la Hoffmann-La Roche ci ricasca qualche anno dopo e la Commisione Europea, guidata da un certo Mario Monti, infligge varie ammende.

La Commissione europea ha inflitto oggi ammende per un totale di 855.22 milioni di euro a otto imprese per aver partecipato a otto diversi cartelli segreti aventi lo scopo di ripartire il mercato e fissare i prezzi dei prodotti vitaminici. Ciascun cartello ha avuto una durata e un numero di partecipanti specifici ma tutti sono stati in funzione tra il settembre 1989 e il febbraio 1999. All’impresa svizzera Hoffman-La Roche è stata inflitta l’ammenda cumulativa più elevata, pari a 462 milioni di euro, per avere svolto il ruolo di istigatrice e per aver partecipato a tutti i cartelli. Il commissario Mario Monti ha dichiarato che “si tratta della serie di cartelli più dannosi, tra tutti quelli che sono stati oggetto di indagini della Commissione, a causa dell’ampiezza della gamma di vitamine interessate, che sono presenti in una quantità enorme di prodotti che vanno dai cereali ai biscotti, alle bibite, al cibo per animali, ai prodotti farmaceutici e cosmetici. Il comportamento collusivo adottato dalle imprese ha consentito loro di imporre prezzi più elevati rispetto a quelli che si sarebbero registrati se le forze della concorrenza fossero state pienamente attive, ha danneggiato i consumatori e permesso alle imprese di intascare profitti illeciti. Appare particolarmente inaccettabile il fatto che tale comportamento illegale riguardasse sostanze che costituiscono elementi vitali per la nutrizione e che sono essenziali per il sostentamento e la normale crescita degli esseri viventi”.

Bruxelles, 21 novembre 2001

Naturalmente gli intrighi non terminano con queste sentenze anzi, per capire al meglio questa realtà è giusto fare un piccolo passo indietro nella recente storia politico/economica che parte dall’America per arrivare in Europa.

La Hoffmann-La Roche è un’azienda che utilizza in tutti i suoi stabilimenti macchinari di alta precisione creati dalla Rockwell Automation che fattura annualmente una media di 6 miliardi di dollari. L’azienda venne fondata nel 1903 con il nome di Compression Rheostat Company e nel 1910 il nome viene cambiato in Allen-Bradley Company e prima di essere assorbita fatturava una cifra che si aggirava sui 6,4 miliardi di dollari. Il 1985 fu un anno cruciale per l’azienda infatti raggiunse il fatturato di 1 miliardo di dollari nell’ultimo anno e contemporanemamete venne acquisita dalla Rockwell International (ora Rockwell Automation) per la cifra di 1,654 miliardi di dollari. La particolarità della Allen-Bradley Company, Rockwell International e Rockwell Automation sta nel fatto che sono aziende nate per la costruzione dei famosi aerei P-51 Mustang e per il B-25 Mitchell utilizzati nella Seconda Guerra Mondiale, ma possiamo anche ricordare gli F-86 Sabre per la guerra in Korea. La Rockwell non si fermò a questo anzi, progettò e costruì il missile balistico intercontinentale, partecipò alla costruzione dei famosi moduli denominati “Apollo” per la NASA, furono ideatori e costruttori di sistemi di sicurezza e microchip, insomma potremmo definirla un’azienda “sana e attiva” sul mercato mondiale di distruzione di massa.

Ma chi era Rockwell?

Willard Rockwell era un business man e anche un colonnello dell’esercito Americano e questo gli spianò la strada del “successo”.

La Rockwell International nel corso del tempo riuscì a inglobare una serie infinita di aziende e questo spiega anche il perché della rapida ascesa al potere. Ricordiamo la Rockwell Manufactoring  fondata da Willard Rockwell Jr. (buon sangue non mente), la  North American Aviation, che è stata tra le aziende del settore aerospaziale degli Stati Uniti più potente mai esistita e da questa fusione sarebbe nata qualche tempo dopo la North American Rockwell, possiamo ricordare anche la Rockwell Spring e Axle Company (compagnie che creavano dispositivi automobilistici) e se non siete stanchi di leggere di queste fusioni possiamo anche citare la Miehle-Goss-Dexter, il più grande produttore di presse da stampa e la Collins Radio, importante produttore di sistemi di navigazione e comunicazione, autopiloti ed equipaggiamenti elettronici installati a bordo. La Rockwell International costruì anche i sistemi di guida per i missili balistici imbarcati sui sottomarini e il missile LGM-30 Minuteman, capace di trasportare testate nucleari.

Ma come tutte le cose vi è un inizio ed una fine.

La Rockwell International oggi non esiste più, o meglio è stata chiamata Rockwell Automation e scorporata in tante piccole aziende, quasi a voler far perdere le loro tracce, perché comunque la Rockwell International non può aver subito la crisi economica mondiale poiché l’industria delle armi lo sappiamo, non conosce crisi, ma anche se è stata scorporata le varie aziende continuano a lavorare su progetti vecchi e nuovi (come la Hoffmann-La Roche), progetti sempre pericolosi per l’esistenza umana.

Piccola curiosità, la Allen-Bradley, nella sua sede in Milwaukee, ha costruito il più grande orologio a quattro lati del mondo, orologio chiamato Allen-Bradley Clock Tower.

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Enea Rotella

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