I giorni della non memoria, ovvero la guerra dei sei giorni

Il giorno della non memoria
Il giorno della non memoria

…sarà, ma al giorno della memoria, preferisco quelli della non memoria e quindi lasciatemi ricordare la guerra dei “sei giorni”.

Siamo a circa la metà del ‘900 e Israele strappò la Cisgiordania, la striscia di Gaza e le alture del Golan a Giordania, Egitto e Siria durante la guerra dei Sei giorni del 1967, e da allora le controlla. Per molto tempo tutti, al mondo, sono stati d’accordo sui criteri di base per una soluzione in Medio Oriente, tutti tranne due nazioni, Stati Uniti e Israele. Tutti sono a conoscenza dei fattti, ovvero lo Stato Palestinese poggiava sul quel pezzo di terra chiamato Cisgiordania e nella striscia di Gaza, ovvero lungo i confini precedenti alla guerra dei sei giorni. Naturalmente Israele si è opposto  a più riprese ad ogni forma di processo di pace, come del resto i compagni di merenda degli Stai Uniti. Diciamolo chiaramente, a suo tempo, a loro, non interessa nulla di Israele e delle sue ragioni poiché gli obblighi morali erano limitati, a loro interessava il controllo petrolifero sulle terre mediorientali, e verso gli anni ’50 capirono perfettamente che Israele sarebbe stato molto più utile sotto questo aspetto. Quale? Ebbene esiste un documento del Consiglio di Sicurezza Nazionale del 1958 che afferma che il principale nemico degli Stati Uniti in medioriente è quello che loro chiamano “il nazionalismo radicale arabo”.  Gli U.S.A capirono che avere un Israele militarizzato poteva essere un’arma utile contro gli stati pronti a reagire. Questa idea si consolida nella guerra dei sei giorni quando Nasser (il Presidente Egiziano) venne abbattuto, che poi era anche considerato il principale esponente del nazionalismo arabo.

Dicevamo di Israele, ebbene da questo scenario ne trasse parecchi vantaggi affermandosi come “risorsa strategica”, come forza militare, infatti all’epoca Israele e l’Iran, sotto la scià, (che ricordiamo erano alleati) iniziarono ad essere considerati dal goveno Americano come “due lati del sistema triangolare di controllo del medioriente”. Naturalmente il lato principale era, ieri come oggi, l’Arabia Saudita, che aveva la maggior parte del petrolio e poi l’Iran, (prerivoluzione) e Israele, che venivano chiamati i “guardiani del golfo”. Il loro compito era quello di proteggere l’Arabia Saudita dalle forze nazionalistiche. Naturalmente dopo il 1979, quando cadde lo scià con la rivoluzione Iraniana, Israele divenne l’ultimo guardiano rimasto fungendo da mercenario per gli Stati Uniti nel mondo e per questo motivo che, durante il corso della storia, ha ricevuto aiuti cospicui e il fatto che Israele è continuamente minacciato di distruzione lo rende, di conseguenza, totalmente dipendente dalla politica Americana e naturalmente non dobbiamo dimenticare che per molti anni gli Stati Uniti hanno posto il veto al consiglio di sicurezza ONU a qualsiasi soluzione pacifica. La versione ufficiale era <<gli arabi vogliono ammazzare tutti gli ebrei e buttarli a mare>>. Ma se si va ad analizzare la storia si potrà notare come l’Egitto con Sadat presidente, nel ’71, fece un’offerta di pace a Israele e poi ne seguì un’altra nel ’77 (che portò poi ai famosi colloqui di pace di Camp David). Addirittura la risoluzione di pace era in perfetta sintonia con le condizioni imposte dalle Nazioni Unite, (che naturalmente invocava ad un ritorno ai confini precedenti la guerra dei sei giorni). Tra le varie “garanzie” vi erano quelle relative ad Israele senza però menzione dei diritti palestinesi.

U.S.A. e Israele a prescindere si opposero, come quando nel gennaio del ’76 Siria, Giordania ed Egitto proposero al consiglio di sicurezza dell’ONU un accordo di pace che prevedeva l’esistenza di due stati sulla base della risoluzione, ma anche in questo caso gli Stati Uniti misero il veto. Poi naturalmente vi sono gli antefatti, ovvero nel novembre del ’47 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite consigliò (circa un centinaio di volte) una tripartizione della Palestina, ovvero, una parte doveva esse ebraica, un’altra andava allo Stato Arabo e la terza parte amministrata dalle forze internazionali. Ebbene Israele affermò che il tutto non era vincolante, anzi fu il massimo violatore di quei “consigli” a partire dal ’48, quando non concesse il diritto ai profughi palestinesi di far ritorno alle loro case (fuggiti dopo i disordini nati intorno al ’47). Ma il punto importante è che Israele fu accolto nelle Nazioni Unite senza accettare le condizioni territoriali consigliate. Sempre nel ’47 scoppiò la guerra tra palestinesi e sionisti (i nazionalisti ebrei) e oltre 300 mila palestinesi furono espulsi dalle loro case, e nel ’49 Egitto e Siria proposero un accordo di pace, l’ennesimo, che prontamente Israele respinse perché le aspirazioni sioniste erano molto più vaste. Ora, la guerra dei sei giorni, volendo racchiudere il discorso in semplici ma allo stesso tempo tremendi numeri dicono questo…

Israele

679 morti;
2.563 feriti;
15 prigionieri
(dati ufficiali)

Republica Araba Unita

Siria

Giordania

21.000 morti;
45.000 feriti;
6.000 prigionieri
(stime)

Sarà, ma al giorno della memoria, preferisco quelli della non memoria. Sì, al giorno della memoria preferisco ricordare i 12/15 milioni di nativi Americani, che dopo l’approdo di Colombo si sono visti  ghettizzati, anzi no, questo termine ha il copyright, sono stati chiusi in delle riserve e oggi contano poco più di qualche migliaio. Al giorno della memoria preferisco il giorno della non memoria e le migliaia e migliaia di zingari uccisi durante la seconda guerra mondiale. Al giorno della memoria preferisco il giorno della non memoria e alle migliaia e milgiaia di famiglie palestinesi trucidate, e altre ancora che non potranno più tornare a casa loro. Certo la lista sarebbe lunga, ma al giorno della memoria preferisco quelli della non memoria perché tutte queste vittime non vengono ricordate e omagiate nel resto del mondo alla pari, forse appunto perché figli di un Dio minore.

Al mondo, in merito all’olocausto, ci sono due tipi di negazionisti, i primi negano quello ebraico, i secondi quello palestinese.

——————————-

Enea Rotella

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...