La truffa dei Call Center recupero crediti

call center recupero creditiCall Center recupero crediti, questo mondo a volte sconosciuto. Per apprendere come funziona è giusto andare per gradi per capirne al meglio la struttura piramidale.

Alla base troviamo naturalmente il lavoratore o meglio, l’operatore telefonico. Subito dopo troviamo chi guida o coordina i vari gruppi e alla punta il gran capo dell’azienda privata. Semplice, ma non del tutto. L’operatore telefonico, ovvero colui che vi chiama dalla mattina alla sera, è generalmente una persona che all’interno dell’azienda viene sfruttato, è lo schiavo del terzo millennio! Contratto a progetto, ovvero nessun diritto, non si può ammalare, prendere ferie e se manca dal lavoro il suo stipendio diminuisce perché si viene pagati a ore benchè il contratto non lo preveda. Naturalmente è difficile trovare una rappresentanza sindacale all’interno di queste strutture. Il lavoratore viene addestrato in modo tale che quando chiamano, chi sta dall’altra parte del telefono, crede di parlare con uno studio legale, perché generalmente ci si presenta in questo modo…” Buongiorno sono il dott. X chiamo dallo studio legale Y e sto cercando il Sig. Z ”. Il primo impatto di chi riceve la telefonata sgradita è…cavolo uno studio legale, sarà una cosa seria! In realtà chi vi chiama non è altro che un ragazzo/a che di legge ne sa ben poco se non quelle nozioni basilari che vengono insegnate nei giorni di formazione che naturalmente non vengono retribuite dai più. Il passo successivo è illustrare la buona novella e generalmente si chiama per conto di banche, compagnie telefoniche o tv satellitari, ma possono essere benissimo aziende automobilistiche o agenzie di credito. Nelle pratiche che identificano il debitore troviamo l’ importo contestato, gli interessi e le spese di recupero. Ma badate bene che questi importi non sono mai veritieri, perché se i potenziali debitori facessero dei controlli capirebbero che l’importo non corrisponde a quello che viene illustrato per telefono anche perché l’operatore non ha accesso a tutte le fatture vecchie e quindi si lascia guidare dalla fantasia. Ma cosa succede se il debitore mettesse tutto nelle mani dell’avvocato? Come per magia, non verrà più contattato perché all’azienda non conviene andare in causa, i costi sono elevati e sanno che quel debito è fumoso in partenza. A volte succede anche che nella pratica affidata il numero telefonico non si trovi. L’operatore a questo punto, viene invitato a cercarlo sulle pagine gialle o bianche e qualora non dovesse risultare nella ricerca, viene costretto a fare telefonate a tutto il vicinato, cosa che per altro è punibile dalla legge italiana sulla privacy. Sia ben chiaro, l’ operatore, qualora dovesse ricevere lettere da parte di avvocati, non verrà mai tutelato dall’azienda per cui lavora, perché viene scaricato come un sacco di patate. La legge viene infranta anche nel momento in cui le telefonate vengono effettuate a tarda serata, si perché dopo le ore 19,30 non si può chiamare il debitore a casa, è fuori tempo limite, ma gli operatori del turno pomeridiano a volte, sono costretti da contratto a lavorare anche fino le ore 20:30. A volte succede anche che tra colleghi ci si arrivi a scannare per questioni di soldi. Poi ci sono le famose pause lavorative di 15 minuti ogni 2 ore, dove tendenzialmente ci si prende un caffè, una sigaretta di rito, due parole con il collega, ma arrivati al 7°/8° minuto il lavoratore si trova gli occhi puntati del team leader quasi a dire, non è un tuo diritto la pausa, l’azienda ti sta pagando ben 4€ all’ora!

Piccola curiosità. Sapete quanto costa all’azienda una pratica che può essere sia telefonica o di una tv satellitare? Il costo si aggira sui 0,40 €! Queste pratiche vengono comprate generalmente a pacchetti facendo un’asta e sono tutti quei debitori che in prima battuta non pagano o non sono rintracciabili. Quindi sappiate che quando chiamano e vi dicono che la posizione debitoria si aggira sui 300/400 € in realtà loro hanno acquisto quella pratica sui 0,40 € e se aggiungete che sottopagano l’operatore, come abbiamo visto prima, l’utile dell’azienda diventa un importo che messo sulla bilancia pende a favore dell’azienda.

Il Team Leader, generalmente è il mastino della situazione addestrato dal padrone a motivare o ad azzannare il povero operatore sfruttato che o è complice della situazione o ne è la vittima sacrificale sull’altare del Dio denaro. Mobbing allo stato puro!

Al vertice della piramide troviamo il gran capo, Cornutus et hirsutus, l’ unico che veramente guadagna i soldoni. Quello che fa il bello o il brutto tempo, ma il caso vuole che all’interno del posto di lavoro la tempesta è compagna di viaggio.

In conclusione possiamo dire che nei periodi di crisi le società di recupero crediti sono le uniche che veramente guadagnano. L’ unico punto che a onor di cronaca è a favore di questi tiranni è che il consumatore dovrebbe leggere prima di firmare un contratto, perché una volta stipulato non si può far come si vuole sennò che senso ha firmarlo? Ma quello che contesto è il modus operandi, il contenuto (il debito) e allo stesso tempo il contenitore (l’azienda). Il mio consiglio è, una volta ricevuta la telefonata, rivolgersi o ad un legale di fiducia o a qualche associazione dei consumatori affinchè i diritti dei cittadini vengano rispettati e non calpestati.

 All’ interno dei call center/recupero crediti come vengono gestite le pratiche dei debitori? Le pratiche naturalmente vengono gestite non secondo un grado di giudizio meritocratico ma bensì secondo un grado di simpatia. Cosa significa? Significa che questi operatori avranno pratiche che in partenza sono rintracciabili perché, dopo aver ricevuto dall’azienda la lettera che li avverte del debito da pagare entro 7 gg sennò si avvierà la procedura legale ( che poi queste comunicazioni devono avvenire tramite raccomandata a/r e non con una lettera semplice come in realtà fanno), questi italiani onesti, contattano la società perché nella maggior parte dei casi vogliono chiudere la posizione volontariamente, quindi vengono smistati al personale “simpatico”. Chi ha avuto la sventura di incappare in questa situazione sgradevole sa, o meglio dovrebbe sapere che esiste il Saldo e Stralcio, ovvero quando un operatore non riesce a farsi dare tutto il malloppo, compreso gli interessi e spese, si gioca l’ultima carta, il jolly. Se ricordate una pratica è composta dal debito, interessi e spese. Esempio: Importo non pagato € 300.00, Interessi € 50.00, Spese di Recupero € 15.00. Totale € 365.00. Il saldo e stralcio funziona in questo modo, lo si propone in ultima battuta e consiste in uno sconto del 20% e se si vuole attuare uno sconto superiore bisogna chiedere al gran capo, che inizialmente è titubante ma quando poi si accorge che la situazione non si sblocca allora lo sconto può salire al 30%, 40% ma anche 50%, insomma sembra quasi di stare al mercato. Ma se il debito esiste ed è esigibile perché fare questi sconti? La società potrebbe dire semplicemente no! Il debito è dovuto quindi va pagato interamente, andiamo in giudizio. Ma un potenziale giudice secondo voi, leggendo le carte, darebbe mai ragione all’azienda? Certo, ribadisco il concetto che il potenziale utente dovrebbe sempre leggere il contratto prima di firmarlo e soprattutto non dovrebbe mai fare disdette o fare qualsiasi comunicazione tramite call center o fax perché per tutelarsi dovrebbe mandare sempre una raccomandata a/r ma questo non avviene sempre, perché pensano che basti una semplice telefonata. Errore.

 Piccola curiosità, lo sapevate che le pratiche vengono classificate non in base all’importo ma bensì in base alla regione di provenienza? La prima regione in Italia che ha più debiti con queste compagnie è la Campania, seguita dal Lazio, Sicilia, Calabria e Puglia. Naturalmente la classificazione di queste pratiche viene eseguita anche tramite la nazionalità di provenienza, ovvero se è cinese, marocchino ecc. Queste ultime pratiche sanno già che saranno al 99% perse, perché? Perché non sono rintracciabili, insomma se riescono a sfuggire alle forze dell’ordine figuriamoci se si trovano sulle pagine gialle.

Altro ramo dell’azienda sono gli esattori esterni, simpatiche persone ma solo se quando bussano alla porta paghi tutto e subito. Un consiglio che posso darvi è che se questa losca figura si imbruttisce, e lo fa, rivolgersi subito alle forze dell’ordine. Sicuramente gli passerà la voglia di chiedervi soldi in un modo diciamo…Naïf.

Il Fax. Quando un debitore effettua il pagamento totale o parziale l’operatore vi chiederà di inviare il fax per chiudere la posizione e per potervi mandare la famosa “Liberatoria”, ma a volte capita che chi effettua il pagamento o non ha tempo, o pensa “basta controllare nei vostri incassi e vedrete il pagamento”, oppure lo inoltra ma o non arriva o arriva bianco. Succede. Qualora non dovesse arrivare l’operatore vi chiama più volte fin quando voi esausti ci riprovate. Ma cosa accade se questo fax non dovesse mai arrivare? All’operatore non viene riconosciuta la provvigione sull’importo versato. L’azienda non gli riconosce l’incasso perché dice “ok fammi vedere la prova che ha pagato”. La prova? Basterebbe che il Cornutus et Hirsutus controllasse sul c/c per capire che il pagamento è avvenuto. Ma questo è uno stratagemma che si sono inventati o per non pagare il lavoratore o comunque per ritardarne la provvigione, ma cosa vi aspettate da una società di recupero crediti?

 Voglio chiudere con l’argomento “Liberatoria”. Questo pezzo di carta vi arriva a casa tramite posta semplice, quindi può anche perdersi per la strada e qualora dovesse succedere capita che ci vogliano mesi prima che vi arrivi. Ma come, la società vuole la precisione nel pagamento e poi per questo pezzo di carta fa orecchie da mercante? Il motivo è semplice. Voi pagate a saldo e stralcio una parte del totale e pensate, ho chiesto la liberatoria così si chiude la mia posizione, vi sbagliate. Qualora non dovesse mai arrivare capita che il debitore dica vabbè chi se ne frega. Errore. L’ azienda può a distanza di tempo chiedervi la seconda parte non versata, o almeno ci prova. Perché vi accorgerete che tra le mani voi avrete solamente un bollettino pagato che non copre l’importo chiesto e se effettuate un pagamento, di conseguenza, riconoscete tutto il debito e il gioco è fatto. L’azienda vi chiede anche il resto.

 Spero di esser stato di aiuto a tutte quelle persone che ricevono lettere o telefonate sgradite sul come si devono muovere e soprattutto vorrei ricordarvi di non arrabbiarvi mai con l’operatore che vi contatta, perché al 90% è qualcuno che non ha colpe, se non quelle di subire passivamente le scelte di una classe politica incompetente  che non è in grado di tutelarli contrattualmente.

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Enea Rotella

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5 thoughts on “La truffa dei Call Center recupero crediti

  1. Sono un operatore call center di una famosa agenzia di recupero e ti posso garantire che l’80% di quello che hai scritto sono MINCHIATE! 1. Abbiamo contratti seri a tempo indeterminato! e si! possiamo essere anche ammalati e abbiamo anche ferie! Poi per quanto riguarda la schiavitù, ogni persona in questo mondo che ha un contratto di lavoro si può considerare uno schiavo!
    Il nostro guadagno non è del tutto in base a quanto abbiamo recuperato, abbiamo stipendi abbastanza alti!
    2. Non ci presentiamo MAI con ” sono dott.x “!! Mai e poi mai cerchiamo numeri di telefono nelle pagine bianche/gialle, i numeri sono forniti dai nostri clienti o da una società autorizzata!
    3. Il debito è un debito! È una cifra, una cosa reale, non ci lasciamo noi guidare dalla fantasia! E poi, su quasi tutte le pratiche gli interessi e oneri sono ZERO!
    Purtroppo in italia la vittima è sempre il debitore, mai quello che ha fornito un servizio e non è stato pagato.
    Noi sappiamo bene la differenza tra il debitore che è impossibilitato e quello che NON vuole pagare, comunque sia, abbiamo sempre rispetto per le persone, per la loro privacy, non riferiamo mai a terze persone il motivo della chiamata.
    La gente deve capire che noi non siamo dei sciacalli, vogliamo risolvere in via bonaria, tanto il debito non sparira mai anche se voi non volete collaborare! E CARI DEBITORI, LEGGETE SEMPRE I CONTRATTI CHE STATE PER FIRMARE!!!
    Saluti e buona fortuna,
    Una schiava call center dal terzo mondo

  2. Beata ignoranza. Lei non sa che ho lavorato per oltre due anni in una realtà aziendale che comprendeva circa 400 operatori. Le posso garantire che tranne i dirigenti, tutti avevamo un contratto a base fissa di 350€ lordi. Tutto quello che ha letto è una verità, triste, ma sincera. A presto.

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