L’Anarchia nel web

anarchia web

Con il passare del tempo il legame tra Anarchia e tecnologia si sta facendo sempre più concreto. I primi precursori furono Michail Aleksandrovič Bakunin e Pëtr Alekseevič Kropotkin. Bakunin è stato un rivoluzionario e pensatore russo autore di Stato e Anarchia e L’impero germanico, da molti considerato il padre fondatore del pensiero anarchico moderno. Kropotkin portò avanti l’idea di “propaganda col fatto” ovvero comunicare idee e pensieri non solo con l’uso della parola, ma soprattutto con il “fatto”. Entrambi erano dell’idea che lo sviluppo delle varie tecnologie avrebbe potuto ridurre le fatiche dei lavoratori permettendo, in una fase successiva, anche l’abolizione del capitalismo, una lotta contro le varie gerarchie, monopoli e soprattutto come strumento di controinformazione atto a contrastare in modo vibrante il dominio dei media ufficiali.

In tutto questo, oggi, il web e l’open-source giocano a favore di questa idea. Circolazione di idee basate su uno scambio libero e di conseguenza volontario. Possiamo ricordare l’Anarchopedia, fondata da Milos Rancic nel 2004. Questo progetto funziona come Wikipedia, tranne alcune sfumature, ovvero i contenuti, nel primo, non sono soggetti ad un nucleo centrale di controllo.

Nel corso del tempo si è anche sviluppato l’anarco-Trans-umanesimo che prende spunto dalla corrente trans-umanesimo che appoggia l’uso del web per una migliore condizione di vita e di ricerca. Altre correnti cercano invece di applicare il tutto nell’ambito dell’ecologia radicale, anche se non tutti sono favorevoli, come per esempio gli anarco-primitivisti che vedono nella tecnologia un mostro alla pari del capitalismo e dello Stato infatti, vorrebbero un mondo che possa ritornare all’epoca in cui ancora si coltivavano i campi, con la conseguenza oggettiva di una diminuizione della popoloazione, la stessa che poggia la sua vita nella caccia e nella raccolta. Altri ancora vedono il web come un’opportunità per creare un fronte attivo contro ogni forma di autorità e gerarchia. Per fortuna o putroppo, i primitivisti sono solo una piccola minoranza nel panorama anarchico. Altro ramo che si è sviluppato è quello dell’Info-anarchismo che come obbiettivo ha l’opposizione contro ogni forma di proprietà intellettuale, come per esempio il copyright e i brevetti, andando a colpire quel muro che impedisce la libertà di stampa e di informazione permettendo quindi alla cultura di metter radici nella mente dei più poveri.

« Nessuno stato, per quanto democratiche siano le sue forme, foss’anche la repubblica politica più rossa, popolare solo nel suo falso significato noto con il nome di rappresentanza del popolo, sarà mai in grado di dare al popolo quello che vuole, e cioè la libera organizzazione dei suoi interessi dal basso in alto, senza nessuna ingerenza, tutela o violenza dall’alto, perché ogni Stato, anche lo stato pseudo-popolare ideato dal signor Marx, non rappresenta in sostanza nient’altro che il governo della massa dall’alto in basso da parte della minoranza intellettuale, vale a dire quella più privilegiata, la quale pretende di sentire gli interessi ideali del popolo più del popolo stesso »

Oggi il mondo di internet sempre di più diventa accessibile a tutti, ma non dobbiamo dimenticare il controllo a forma piramidale che viene esercitato dal governo Americano tramite l’ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers), organizzazione no-profit diretto dal Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti. L’accesso ai nodi di internet, ad oggi, è un monopolio gestito dall’ISP (Internet Service Provider) che fornisce un indirizzo nella rete accessibile da un luogo fisico, ma nonostante il modello autoritario della gestione della rete, esistono server che escono fuori da questi schemi portando avanti l’idea di un’autogestione, riuscendo a garantire l’anonimato e il non controllo sugli utenti, anche se la portata a volte è limitata, ma il processo di evoluzione è in fase progressiva.

«Perché la rivoluzione possa essere più che una parola,

perché la reazione non ci riporti domani alla situazione di ieri,

la conquista di oggi deve comportare lo sforzo di esser difesa;

il povero di ieri non può essere il povero di domani».

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