Politica europea, di chi sono le colpe?

risiko europaOgni volta che si parla di Europa non dobbiamo dimenticare le parole dell’ormai ex Premier Monti, “..non dobbiamo sorprenderci che l’Europa abbia bisogno di gravi crisi per fare passi avanti. I passi avanti dell’Europa sono per definizione cessione di parti delle sovranità nazionali a un livello comunitario”.

Oggi indubbiamente viviamo nel regno della bancocrazia coperto dalla protezione onnipotente di uno Stato burocrate, fiscale e poliziesco, lo stesso che, senza interpellare il popolo, sta attuando una politica che porterà ad un super governo Europeo che sostituirà quello Nazionale, il cui fine è impadronirsi dei diritti della classe operaia e della piccola borghesia tramite la tassazione. Basterebbe guardarsi indietro per capire che all’origine di ogni rivoluzione sociale c’è l’aumento delle tasse per le classi più deboli. Oggi lo Stato italiano vive una profonda crisi economica ma per far fronte al debito, o meglio agli interessi generati, sempre di più tassa la propria popolazione distruggendo quello che è il motore, la forza produttrice di un paese. Oggi i plutocrati hanno puntato tutte le loro fiches sulla speculazione e il risultato è sotto gli occhi di tutti: le ricchezze generate dal lavoro operaio non rimangono nelle mani dei lavoratori ma entrano nelle casseforti dell’èlite privata. Per molti anni gran parte della popolazione è stata plasmata, demoralizzata e in alcuni casi trasformata, divenendo egoista e senza emozioni, e la naturale conseguenza è una subcultura popolare mossa da un odio sincero contro le classi elevate. Certo, molti europeisti sostengono che è fin troppo facile prendersela con lo Stato italiano o contro l’Europa, ma se un cittadino non si arrabbia con chi lo governa contro chi deve scagliare le sue ire? Contro il vicino di casa? Deve chieder conto ai governanti e di certo non sarà un’intera generazione di ragazzi, una generazione polverizzata, ad ergersi a difensore della politica italiana, una generazione schifata dai governanti e dai loro polli d’allevamento, una generazione che ha smesso di credere nel futuro, e che è terrorizzata dal presente. Non è lontano il giorno in cui ci sarà un super governo Europeo che ci ordinerà la direzione da prendere e questo avverrà con o senza il sostegno della popolazione perché, come ricorda Bakunin…”In politica, come nelle alte sfere della finanza, l’inganno è ritenuto una virtù”.

Enea Rotella

 
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