I pericoli del fluoro negli acquedotti, un mito da sfatare?

fluoro negli acquedotti

Nel mare magnum dell’informazione clandestina che si può trovare in rete o in qualche libro di frontiera un argomento, da tempo ormai, viene discusso fino ad entrare nelle vene, o meglio nel nostro corpo e questo è il fluoro. In Italia tra i primi che si occuparono del problema troviamo Giuseppe Cosco, uno dei pochi che riuscì a suonare il do diesis delle coscienze umane. Quindi se questa storia deve avere un inizio, gioco forza deve partire da queste parole…

    “Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, il Governo degli Stati Uniti inviò Charles Eliot Perkins, un ricercatore di chimica, biochimica, fisiologia e patologia ad assumere il controllo della grande industria chimica Farben in Germania.

Mentre si trovava sul posto i chimici tedeschi gli raccontarono di un piano sul quale avevano lavorato durante la guerra che era adottato dallo stato maggiore tedesco.

Consisteva nel controllo della popolazione in ogni area prescritta attraverso il massiccio trattamento dell’acqua potabile. In questo piano parte prominente era occupata dal fluoruro di sodio.

Ripetute dosi di quantità infinitesimali di fluoro possono ridurre nel tempo ogni forza individuale di resistere alla dominazione, con l’avvelenamento e la narcosi di una certa area del cervello, rendendo così l’individuo sottomesso alla volontà di quelli che desiderano governarlo.

Sia i tedeschi che i russi aggiungevano fluoruro di sodio all’acqua da bere dei prigionieri di guerra per renderli docili e instupidirli”

 Va ricordato che…

“É un interessante fatto storico che tre altri membri della direzione dell’American I.G. Farben furono processati e imprigionati come “criminali di guerra” tedeschi per i loro “crimini contro l’umanità” durante la Seconda Guerra Mondiale, perché erano nella direzione della IG. Farben.”

Quando si parla di fluoro o anche di altre tematiche “scomode” bisogna sempre fare attenzione a dove si “pescano” le informazioni, soprattutto perché come ricorda Noam Chomsky, in America le strutture che elargiscono fondi per i vari studi provenivano principalmente dal Pentagono e dall’Atomic Energy Commission infatti, continua Chomsky, negli anni ’40 e ’50 circa il 90% delle sovvenzioni federali destinate alla ricerca proveniva da queste due strutture e per i vari ricercatori “indipendenti” era quasi improbabile riuscire ad arrivare a dei risultati, oltre al fatto che quasi certamente sarebbero finiti sul libro nero dei servizi segreti. Nonostante questo però nel corso del tempo, si è giunti a dei risultati e partendo dal fatto che il fluoruro è il principale prodotto di scarto nella produzione di alluminio non si può non ricordare che ruolo giocò in questa storia l’Alcoa (Aluminum Company of America). Per molti ricercatori la vera storia della fluorizzazione dell’acqua ha inizio con questa società che dagli anni ’30 e a seguire mantenne lo scettro come maggior produttrice di fluoruro, naturalmente grazie all’appoggio del governo Americano e delle varie agenzie satellite e mediatiche infatti, nel 1939 il biochimico Gerald J.Cox, che in quel periodo lavorava per la Mellon (il laboratorio di ricerca dell’Alcoa), somministrò a dei topi di laboratorio il fluoruro concludendo e consigliando al governo di aumentare il dosaggio negli acquedotti. Il punto cruciale di questo pensiero non è tanto il risultato a cui il ricercatore giunse, ma bensì il fatto che il primo parere favorevole ed ufficiale sia giunto da un dipendente della stessa azienda che iniziò per prima questo processo. In merito agli esperimenti sui topi nel corso del tempo, in uno dei rari slanci di verità, il Wall Street Journal scrisse,

“I ratti cui venivano somministrate le dosi più massicce sviluppavano un’andatura irregolare e a piccoli passi, tipica dei soggetti anziani, in contrasto con i passi lunghi e regolari degli esmplari nel fiore degli anni. Inoltre, i ratti perdevano la loro abituale capacità di distinguere l’odore della banana, il loro cibo preferito, da quello del limone”.

Quinidi se da una parte abbiamo il lavoro delle aziende private dall’altra a partire dal ’47, abbiamo una massiccia campagna mediatica dell’establishment a favore del fluoro, basta ricordare che a capo della Federal Securety Agency fu nominato Oscar Ewing, avvocato dell’Alcoa che a sua volta si avvalse dell’aiuto di Edward L. Bernays, nipote di Sigmund Freud. Una delle opere più importanti di Bernays fu “Propaganda” l’autore, “saggiamente”, ci ricorda che “Coloro che manovrano questo meccanismo nascosto della società costituiscono un governo invisibile, il vero potere che guida il nostro paese”. Altro uomo di “spessore” che si unì alla battaglia contro il fluoro fu il “filosofo” Murray Rothbard, molto vicino agli ambienti di destra ma anche politico navigato che da politicante esternò il suo disappunto…

“Per me resta un mistero il perché gli ambientalisti di sinistra, che strillano inorriditi per un pò di pesticida Alar sulle mele, che gridano al cancro con ancor meno fondamento del bambino che gridava al lupo, che odiano tutti gli additivi chimici noti all’uomo, si dimostrino così benevoli verso il fluoruro, una sostanza altamente tossica e probabilmente cancerogena. E non solo permettono che le emissioni di fluoruro passino inosservate, ma accettano anche incondizionatamente l’incessante massiccio scarico di fluoruro nelle riserve idriche nazionali”. 

Naturalmente non tutti hanno avuto nel corso del tempo, interessi che andavano al di sopra dei danni derivati dal fluoro, ad esempio va ricordato il lavoro di due giornalisti premiati dal Project Censored Award nel ’97. Loel Griffiths e Chris Bryson ebbero il merito di portare alla ribalta il progetto “Manhattan” che aveva come scopo la fluorizzazione dell’acqua e dell’aria, loro affermarono che…

“I documenti rivelano che il fluoruro, una delle sostanze più tossiche che si conoscano, divenne il principale pericolo chimico del programma atomico statunitense, sia per la salute degli operai sia per quella degli abitanti dei centri vicini”.

C’è anche chi si spinge oltre nelle dichirazioni come Janet Allen che su Whole Life Times affermò…

Di fluoruro concentrato ce n’è solo il 23% mentre il resto è combinato con altre sostanze in una miscela acida di scarti industriali comprendenti arsenico, cadmio, piombo, mercurio, e uranio in quantità variabili, a seconda delle procedure di estrazione di fosfato effettuate nel corso della giornata. C’è poi tutta una varietà di altre sostanze chimiche risultanti dai vari processi di fabbricazione: carburante diesel, cherosene, cloruri, solfuri, polimeri, antischiumogeni e magari anche cromo esavalente (cromo-6)“.

Naturalmente oltre ai “singoli” si possono trovare varie dichiarazioni uscite nel corso degli anni come quella fatta nel ’94 dal Journal of the America Dental Association, loro pubblicarono un articolo dove si porta avanti la tesi che l’acqua fluorizzata possa causare osteoporosi e malattie alla spina dorsale perché il fluoruro impedisce la formazione degli enzimi necessari alla produzione, questo perché già dagli anni ’90, su 541 mila casi di osteoporosi, si individuò una correlazione tra le fratture all’anca nelle donne sopra i 65 anni e i livelli di fluoro. Nel ’78 l’Università di Yale scoprì che è sufficente 1 ppm (parti per milione) per diminuire la resistenza e  l’elasticità delle ossa. Il 24 ottobre del 2002 il Centers for Disease Control Prevention affermò che su 66,9 milioni di americani adulti, uno su 3 soffre di artrite e che il fenomeno è dilagato negli ultimi ’50 anni. Nell ’87 il National Cancer Institute fornì prove epidemiologiche dell’esistenza di una relazione tra incidenza del cancro e la fluorizzazzione dell’acqua e a sostegno si può citare uno studio condotto nel ’90 dal National Toxicology Program,

“In merito alle isole di Okinawa che vennero sottoposte a fluorizzazione e in 20 territori venne studiato il legame tra concentrazione di fluoruro nell acqua e tasso di mortalità per cancro all’utero e fu individuata una decisa correlazione“.

Nel ’77 il dottor Jhon Yiamouyuannis biochimico e redattore della National Health Federation fece notar che i tassi di mortalità per cancro registrati tra gli anni ’40 e ’70 in 10 città statunitensi sottoposte a fluorizzazione erano superiori a quelli non sottoposti. Naturalmente poi vi è il disocrso del fluoro che si può trovare nei dentifrici di uso comune, per il Canadian Dental Association Journal nella Columbia Britannica, solo l’ 11% della popolazione beve acqua con fluoro e nel tempo si sono registrati percentuali basse di carie dentale (ottobre 1987), mentre uno studio dell’Università dell’Arizona sostiene che più un bambino beve fluoro, piu carie gli compare nei denti (Clinical Pediatric, 1991 Novembre).

In conclusione si è potuto notare come vi siano pareri contrastanti in merito all’utilizzo del fluoro nell’acqua, per alcuni è un medicinale somministrato senza il consenso dei cittadini che va quindi, a violare i diritti umani in base al codice di Norimberga, altri non ne vedono i pericoli, altri ancora utilizzano l’argomento come cavallo di battaglia in politica, altri ancora sostengono “un’esagerazione” l’importanza che si da al fluoro immerso nell’acqua poiché si possono trovare altri elementi ancora più nocivi come il cloro che serve per uccidere i batteri del colera, tifo e dissenteria, o altri ancora, come Janet Allen che sostenne su Whole Life Times,“…l’eleminazione di alcuni rifiuti tossici costa circa 36 centesimi al litro, il che genera l’impulso a liberarsene illegalmente”.

Abbiamo iniziato con le dichiarazioni di Charles Eliot Perkins quindi, chiudiamo sempre con un suo pensiero tratto da “Fluorizzazione e illegalità” (pubblicato dal Comitato per la Salute Mentale e la Sicurezza Pubblica) alla Lee Foundation per le Ricerche Nutrizionali di Milwaukee, Winsconsin, del 2 ottobre 1954.

“Io dico questo con la serietà e la sincerità di uno scienziato che ha passato quasi 20 anni di ricerche sulla chimica, biochimica, fisiologia e patologia della fluorina: ogni persona che beve acqua addizionata artificialmente di fluoro per un periodo di un anno o più non sarà mai più la stessa persona sia mentalmente che fisicamente”. 

  (Per un approfondimento su date, persone ed eventi si rimanda al reportage di Robert Sterling)

Enea Rotella

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