Coca-Cola e McDonald’s, le multinazionali produttrici di cibi killer

Coca-Cola e Mc Donald, le multinazionali produttrici di cibi killer

 

Domanda. Come fa un’insalata a costare più di un Big Mac del McDonald’s?

La risposta è che oggi i menù sono orientati maggiormente verso la cultura del cibo grasso, e questa equazione coinvolge anche l’acqua che a volte viene a costare più delle bevande gassate. Viene da pensare che i cibi o le bevande salutari finiscono per essere ostacolate volontariamente a favore di prodotti nocivi per l’uomo, il tutto a favore di un maggiore profitto economico per le multinazionali.

Prendiamo la Coca-Cola o anche la Pepsi, queste bevande contengono piccoli quantitavi di DDT e di altri pesticidi. Le società produttrici hanno dichiarato, davanti la Corte Suprema indiana, che questi elementi non sono nocivi per la salute dell’uomo, invitando la Corte a ritirare la sentenza con cui si obbligava ad elencare sull’etichetta gli ingredienti, compresi pesticidi e sostanze chimiche. Il tutto nasce dal fatto che alcuni agricoltori indiani utilizzavano queste bevande come pesticidi, ma soprattutto perché, queste multinazionali, si erano rifiutate di inserire nelle rispettive etichette gli ingredienti che compongono la bevanda, motivazione? Il tutto rappresenta un “segreto aziendale”, ma di certo quello che non è segreto è che contengono elementi come malatioen, DDT, lindano, dursban e benzene. La Cina è riuscita ad andare oltre infatti, ha messo al bando la bevanda Fanta perché è stato riscontrato un elevato contenuto di acido benzoico, per intenderci è un additivo cancerogeno impiegato nelle benzine e infatti la compagnia, è stata denunciata per contaminazione da benzene. In Colombia la situazione si fa più interessante perché il 20 luglio del 2001, la United Steel Workers Union e l’Internetional Labor Rights Fund hanno deposto una denuncia presso la corte federale contro la Coca-Cola perché, alcuni leader dei sindacati e vari dipendenti, in Colombia, furono torturati, sequestrati e nei casi estremi assassinati.

Ormai i vari nutrizionisti sparsi per il mondo convergono su un dato preciso, questi alimenti provocano un alto tasso di obesità. Negli Stati Uniti si prevede che nel 2015 il 75% della popolazione sarà in sovrappeso, che il 41% sarà obeso e che, questo disturbo di alimentazione, sarà causa di almeno 111.000 decessi all’anno fino ad arrivare a 400.000. A questi dati vanno aggiunti i casi di diabete, tumore e di patologie cardiache causati o aggravati dall’obesità. Naturale conseguenza di queste cattive abitudini è l’inserimento del bypass gastrico e, per chi non lo sapesse, tale operazione causa l’inquinamento del sangue infatti, dopo tale intervento, si possono riscontrare quattordici diversi tipi di “bifenili policlorurati” e undici tipi di pesticidi. Queste sostanze contengono cloro come la candeggina, e uno dei prodotti chimici a base di cloro è la diossina che è stata riscontrata nei Big Mac, ma anche negli hot dog, carne in scatola e nella carne di manzo.

Ma perché questi alimenti che avvelenano lentamente il corpo umano continuano a circolare sulle nostre tavole? Ci sono varie risposte plausibili che vanno oltre l’aspetto economico, e una di queste è perché uomini e donne che fanno parte di queste lobby alimentari nel corso della loro vita, hanno fatto carriera, andando a ricoprire ruoli istituzionali di alto spessore, come ad esempio Anne Veneman, avvocato a difesa dei giganti agroalimentari ed ex membro del consiglio direttivo della Calgene Inc,  filiale della Monsanto. Lei è diventata Ministro dell’Agricoltura negli U.S., ma possiamo anche ricordare Linda Fisher, vice direttore dell’Agenzia per l’Ambiente ed ex vice presidente e dirigente della Monsanto. Questi sono solo alcuni esempi, perché altri meriterebbero di essere elencati. Naturalmente non tutti sono collusi con questo sistema nutrizionistico perché vi sono anche personaggi che hanno lottato per far uscire quella verità messa a tacere dalle varie lobby, personaggi che hanno visto la loro carriera distrutta come quella del Dott. Richard Carmona, direttore della Sanità Pubblica Americana durante l’Amministrazione Bush. Il Dottore testimoniò contro le pressioni ricevute dalle varie lobby davanti alla Commissione di Controllo della Camera dei Rappresentanti. Il motivo scatenante è quello relativo all’anno 2004, ovvero quando l’O.M.S. presentò uno studio dal titolo “Strategie globali per la dieta, l’attività fisica e la salute” in cui 30 famosi scienziati suggerivano che gli zuccheri non dovessero superare il 10% dell’apporto calorico giornaliero di un individuo. Lo studio avvertiva che esso provocava le malattie cardiovascolari, del diabete e alcuni tipi di tumore che rappresentano il 60% dei 56.5 milioni di decessi annui e che si potevano prevenire. Questo studio fu prima censurato e poi insabbiato, provocando quindi nel 2007 le dimissioni del dott. Carmona che dichiarò, in merito ai dati legati alla cattiva alimentazione che…

“…questa è un’emergenza piu grave dell 11 Settembre o di qualsiasi altro episodio di terrorismo”.  

Senza dubbio la verità è alla portata di tutti e le indicazioni nutrizionali fornite dai vari governi sono semplici, ovvero seguire una dieta sana, che consiste in un’ampia gamma di alimenti, in prevalenza vegetali. Certo queste sono indicazioni, ma perché non si prodigano a combattere il consumo di bibite gassate, di dolciumi di dubbia provenienza, di cibi industriali e di Big Mac? La risposta è che il giro di affari è troppo elevato da poter rinunciare, ma anche la popolazione ha le sue colpe, perché non vuole limitare il consumo di prodotti artificiali e la naturale conseguenza è che se un tempo si bevevano bibite gassate come sfizio occasionale ora, costituiscono un rito quotidiano irrinunciabile, come i cibi killer che per pochi soldi ci mette sul piatto McDonald’s e altre catene alimentari similari.

Ecco perché un’insalata o l’acqua nei menù dei ristoranti vengono a costare più di una Coca-Cola o di un Big Mac.

 

Enea Rotella

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