Max Stèfani. “Wild Thing” può esser considerato un testo sacro a tutti gli effetti

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Nella pellicola del 2003 “School of Rock” con un formidabile Jack Black, ad un certo punto l’attore protagonista dice ai suoi alunni: “Forse ci sbatteremo la faccia contro, ma se così sarà, l’avremo sbattuta con onore, con una chitarra in mano e il rock nei nostri cuori.” Ecco! Max Stèfani è uno di quelli che con il rock nel cuore ha sbattuto la faccia numerose volte, ma sempre rialzandosi per continuare a rotolare lungo la sua strada. Avendo vissuto in prima linea il mondo del rock, rappresenta un tempio della conoscenza e il suo libro “Wild Thing”, può esser considerato un testo sacro a tutti gli effetti. L’incontro autore-pubblico è avvenuto a Catanzaro ed è stata l’occasione per comprendere sfumature che hanno accompagnato il rock dagli anni ’60 in poi. Max Stèfani alle sue spalle ha avuto esperienze di portata internazionale, è stato direttore de “Il Mucchio Selvaggio” (per citarne uno su tanti) e ha anche lanciato un importante progetto editoriale: “Outsider”, rivista di musica rock. All’interno della sua biografia “Wild Thing”, che non può mancare nella propria libreria di casa, Paolo Corciulo descrive l’autore con queste parole: “Max è la persona meno aggressiva che conosco: infatti è pieno di nemici.” E i nemici sono stati tanti nell’arco del tempo, come ad esempio quando ricevette una denuncia per offesa a un capo di Stato straniero. L’autore racconta i particolari di quando dal Vaticano, sotto il pontificato di Papa Wojtyła, partì una denuncia per una copertina giudicata offensiva. All’interno si trovava anche la testa di Walter Veltroni. Il tutto si risolse con l’archiviazione del caso. Questa è solo una delle tante vicissitudini che hanno accompagnato Max Stèfani lungo il percorso della sua vita, fatta di ostacoli ma anche di esperienze uniche legate all’incontro con Jimi Hendrix, Pink Floyd e Led Zeppelin, tanto per citarne alcuni. Certo il periodo d’oro del rock si è concluso ormai anni fa, ma fin quando in giro incontreremo persone come lui che ancora hanno voglia di lottare, tramandare e raccontare, possiamo dormire sonni tranquilli, perché il rock non può essere sconfitto. Sempre Jack Black nel film “School of Rock” affermava: ”Esisteva una maniera per fregare il potente, si chiamava Rock n’Roll.”

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