Confcommercio. I primi bilanci dell’anno appena trascorso

dati commercio

Come ogni anno nuovo che arriva, i bilanci di un’intera stagione sono pronti a raccontare la loro verità e sono basati su numeri e non su parole al vento. Nel mondo del commercio tanti negozianti dovranno prendere una decisione: abbassare le saracinesche o continuare a sperare in un futuro migliore? Passiamo ai dati.  Questa crisi economica ha portato alla chiusura di 50 mila negozi, a ricordarlo è Francesco Colucci, segretario dell’Unione commercianti di Milano. In questa città si è registrato un calo  del 15% nel settore dell’alimentazione e del 20-25% nell’abbigliamento e nei beni d’investimento domestico. Naturalmente anche nel resto d’Italia il crollo è stato massiccio, soprattutto nella vendita di carni bovine. Nel campo dell’abbigliamento e degli elettrodomestici negli ultimi due mesi, si è registrata una caduta fino al 35-40% e se non ci fosse stato il Natale, sarebbe andata peggio.  Giuseppe Orlando, presidente della Confcommercio, ha spiegato che per il nuovo anno ci sarà una crescita zero per il commercio, un assottigliamento degli utili e la perdita di lavoro per molti dipendenti. La disoccupazione crescerà e  Orlando ha aggiunto che: “Se la domanda dovesse diminuire ancora, avremmo una recessione dura. Allora non sarebbe piu’ sufficiente parlare di disoccupazione del 10, del 20 o del 30 per cento per gli addetti di questo settore. Saremo di fronte a cifre ben più gravi”. Quando a fine anno i commercianti si troveranno senza guadagni e con i bilanci in rosso, significherà che la struttura economica tutto sommato, era meno forte di quel che ci hanno fatto credere. Ma anche per chi continuerà a rimanere aperto i tempi, si preannunciano duri. Ora, la particolarità di questi dati tragici è che non si riferiscono al 2015 bensì, fanno riferimento dalla fine del ’74 all’inizio del ’75. Quindi perché riportare a galla dati così apparentemente vecchi? Semplice. Perché in fondo, anche se gli anni passano, le problematiche di ieri sono strettamente legate a quelle di oggi e il fallimento della politica, è una costante degli ultimi decenni.

di Enea Rotella

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