Femminicidio. Storie di streghe e del loro patto col diavolo

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Nicholas Remy. Il Daemonolatreia

La caccia alle streghe può essere definita un femminicidio di massa che coinvolse l’intera Europa. Come si è visto nell’articolo precedente, molti luminari gettarono le basi ideologiche per tentare di estirpare il male del maligno dalla terra. La donna ha sempre avuto un ruolo marginale nella storia. Nella chiesa l’antifemminismo fu molto radicato poiché la donna era un essere predisposto al male. Non avevano il diritto di partecipare alla vita sociale, politica e addirittura non erano tenute a seguire tutti i comandamenti poiché non erano in grado di comprendere tutte le leggi di Dio. I rabbini andarono oltre. Loro insegnavano di ringraziare Dio: «…per non avermi fatto pagano, donna e ignorante». Difficle dire quante donne morirono perché accusate di stregoneria. Tra il 1606 e il 1650, in quella che oggi conosciamo come la Germania, di quelli che furono portati in tribunale con l’accusa di essere complici del maligno, il 13% erano uomini e l’87% donne. E già qui si ha un dato significativo. Di certo nel resto dell’Europa non andò meglio. Ma i dati tristemente interessanti sono altri: circa seicento donne furono bruciate vive vicino Bamberga e novecento a Würzburg. Il motivo? Intorno al 1626 in Germania due raccolti in vaste zone andarono perduti e per la frustrazione fu più facile addossare le colpe alle streghe. Ma questi grandi falò coinvolsero tante zone, troppe e persero la vita migliaia e migliaia di donne. Le colpe sono moltepici e di varie sfumature. Indubbiamente vanno ricercate anche nei “luminari” che dirigevano l’orchestra della morte. Dal 1572 in poi ci fu un asprimento delle leggi con il Costitutiones saxonicae infatti, la strega doveva essere bruciata in quanto tale, senza neanche cercare di capire se avesse o meno commesso il reato mentre ad Innsbruck, venne pubblicato nel 1696 il Nemesis, testo giuridico di Fröhlich von Fröhlichsburg. Qualche anno prima nel New England più precisamente a Salem, furono processate e impiccate alcune ragazze. La famosa storia delle vergini di Salem deriva proprio da quei fatti cruenti. Delle ragazze ebbero delle forti convulsioni e quei geniacci degli inquisitori, sostennero che in realtà il demonio si era impossessato del loro corpo. Chi puntò il dito alla fine costrinse le ragazze a confessare che il maligno le aveva plagiate. Alla base di tutto vi era indubbiamente l’ignoranza colta.

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J.Bodin Il Démonomanie

Altro esempio. Prendiamo Martin Antoine Del Rio, la cui opera più importante è Disquisitionum Magicarum, libri sex, del 1596. Questo testo è importante perché nei processi inquisitori era l’ABC. Lui sosteneva che: «Non esiste una magia bianca o theurgia, consegue che la magia è solo nera o goetia». Ora la tesi è che esiste la magia nera ma non esiste quella bianca. Ma l’intero universo regge sugli equilibri degli opposti! Se esiste il nero deve per  forza esistere il bianco, se esiste il bene deve esistere il suo opposto, il male. Se esiste il diavolo… Per fortuna che la storia ci ha anche consegnato uomini capaci di comprendere le dinamiche del loro tempo. Certo ci volle tempo perché tante furono le vite spezzate per nulla. Tra queste figure importanti va ricordato Friedrich von Spee, gesuita tedesco (1591 – 1635). Con il suo Cautio criminalis, seu de processibus contra sagas si scagliò contro i metodi di tortura utilizzati nei processi alle streghe. Era estremamente convinto che non esistessero e si domandava perché, nonostante tutto il fumo dei roghi, nella sua vita ancora non aveva visto mai una strega. Ma non fu il solo a porsi quantomeno il dubbio. Pian piano le cose stavano cambiando. Nel 1721 una legge prussiana dichiarava illeggitimo condannare per aver stipulato un “patto col diavolo” in quanto quest’ultimo, non poteva esistere. Nel 1769 in Austria, l’Imperatrice Maria Teresa cercò di arginare l’ondata d’odio contro coloro che si erano macchiati di aver avuto a che fare con il maligno. Mentre nel 1808 in Baviera fu abolita la tortura per questi “reati”. Piccoli passi, ma importanti.

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Sabba

Sbaglia chi pensa che queste sono storie del passato e che con i tempi moderni non hanno nulla a che vedere. Tralasciando l’aspetto del femminicidio (ma non per importanza), sono al contrario molti gli spunti che ancora oggi influenzano alcune azioni di potenti uomini. Prendiamo il caso dei valdesi. Ora, l’inquisizione come sappiamo si accanì contro le streghe per il loro patto col diavolo così come tutti coloro che si allontanarono dalla verità cristiana. Abbiamo ricordato gli ebrei, maomettiani, luterani ecc., ma anche i valdesi non se la passarono poi così tanto bene. Qualche mese addietro Papa Francesco pronunciò un mea culpa chiedendo perdono per quelle vicende:

“Vi chiedo perdono per gli atteggiamenti e i comportamenti non cristiani, persino non umani che nella storia abbiamo avuto con voi, in nome del Signore perdonateci”.

Naturalmente essendo da poco terminato il giubileo della misericordia i valdesi a suo tempo risposero con un “non possiamo perdonare”. Per passare a quegli elementi più leggeri ma che ancora oggi influenzano il fare quotidiano di tutti, possiamo ricordare come il diavolo nei suoi “favori” tramite le streghe, utilizzasse i gatti che è l’animale degli incubi. Sui gatti ci sono anche dei racconti interessanti del maestro dell’orrore E. A. Poe. Ma per rimanere nell’ambito di quell’equilibro universale, l’opposto del gatto è il cane, che è il simbolo dei predicatori. Tutti e due sempre in eterna lotta tra di loro.

Enea Rotella

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