Lucio Dalla: Caruso. Pensiero sulla canzone napoletanta, sulle donne e sull’amore

Caruso in una delle ultime sere della sua vita, una sera caldissima, non volle rinunciare a cantare davanti a colei che lo guardava commossa. Pur allo stremo delle forze, fece trasportare il pianoforte sulla terrazza che dava proprio sul porto di Sorrento.

E cantò, forse per l’ultima volta, più che una romanza una appassionata confessione d’amore nei confronti della giovane alla quale lui insegnava canto.

Amore e sofferenza viaggiano spesso insime nel cuore degli uomini e delle loro canzoni.

Caruso era malato di cancro alla gola, ma la sua voce era ancora tanto potente che fu udita anche fuori dal porto, cosicché i pescatori rientrarono con le loro barche e si misero sotto la terrazza ad ascoltare. Le loro lampare sembravano stelle del cielo, forse Caruso vedendole pensò a New York, ai trionfi americani, rivide le luci lontane del golfo di Napoli e perdendosi negli occhi della ragazza continuò a cantare. Quella notte Caruso stette molto male…

Dopo poco morì.

 Lucio Dalla

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