Medicina assassina. Uno studio che vi seppellirà

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“Medicina assassina” è un saggio, frutto del lavoro di un gruppo di ricercatori che, mostrando prove evidenti, dimostrano come il sistema sanitario faccia più male che bene poiché sono circa 2,2 milioni  le persone che ogni anno manifestano reazioni avverse ai vari farmaci prescritti. Tra i vari dati si trovano i circa 20 milioni di antibiotici prescritti non necessari, 7,5 milioni di procedure mediche e chirurgiche non necessarie ogni anno, 8,9 milioni di pazienti sottoposti a ricovero ospedaliero non necessario, e circa 800.000 decessi provocati dalla medicina tradizionale solo negli Stati Uniti. Naturalmente dietro a questi numeri vi sono una serie di concause che vanno dai lobbisti delle case farmaceutiche o anche la F.D.A. (Food and Drug Administration) che continuamente si oppone all’uso di prodotti naturali e quindi, in questo contesto, si va ad inserire il lavoro del Nutrition Institute of America. In una ricerca indipendente sostiene che, la medicina convenzionale è la principale causa di morte. Questo istituto indipendente, nei dati che sottopone al pubblico ha tenuto a precisare, a più riprese, che gli unici dati che hanno tenuto in considerazione sono quelli pubblicati su riviste mediche e di vari studi scientifici, quindi, inattacabili. Il dottor Lucian Leape fu il ricercatore che aprì il vaso di Pandora e nel suo lavoro del 1994, “Error in Medicine” stimò 180.000 decessi ogni anno in tutti gli Stati Uniti, tenendo presente la scarsità di materiale sugli errori medici presente in letteratura. Leape si rese conto che questi numeri rappresentavano solo la punta dell’iceberg anche se, molti sostennero che la percentuale di fallimento della medicina ufficiale si poteva aggirare all’1%, e a questa affermazione il dottore rispose che questo tasso di fallimento significa, due atterraggi di aerei falliti ogni giorno presso l’aereoporto della sua città, 160.000 lettere perse ogni giorno da parte del sistema postale nazionale, o anche il trasferimento sbagliato di 32.000 assegni bancari ogni giorno in un altro conto corrente. A rincarare la dose ci ha pensato anche il Journal of American Medical Association sostenendo che:

“Più di un milione di pazienti subiscono lesioni negli ospedali Usa ogni anno, e circa 280.000 persone muoiono ogni anno in conseguenza dei danni riportati. Inoltre, la percentuale di morti iatrogene fa apparire ridicolo il tasso di mortalità annuale per incidenti automobilistici (45.000 vittime) e risulta responsabile di più decessi di tutti gli altri incidenti messi insieme”.

Altro problema da tenere in considerazione sono gli errori medici che non venivano denunciati, questo per proteggere il personale o per evitare procedimenti legali come affermò il dottor Leape. Uno studio del 2002 mostra che il 20% delle medicine somministrate in ospedale erano errori di dosaggio e di questi il 40% era potenzialmente dannoso per il paziente e si calcola che ogni anno a subirne i danni sono circa 417.908 pazienti, mentre per il New England Journal of Medicine un paziente su quattro subiva effetti collaterali derivanti da più di 3,34 miliardi di farmaci prescritti solo nel 2002. In questo contesto va anche ricordato l’immenso mercato che ha generato i vari “modificatori dell’umore” come il Prozac, Ritalin o lo Zoloft. Arrivati a questo punto possiamo iniziare a porci la prima domanda, i medici di base hanno un secondo lavoro come rappresentanti di compagnie farmaceutiche? Nei primi anni ’90 il dottor Leape scrisse che il 30% degli interventi chirurgici non erano necessari e si va dal taglio cesareo, alla tonsillectomia, l’appendicectomia, l’isterectomia, gastroectomia e protesi al seno. Di questi, il 17,6% degli interventi consigliati non veniva confermato da un secondo parere e su base nazionale gli interventi non necessari erano calcolati in 2,4 milioni con 11.900 decessi per una spesa complessiva di 3,9 miliardi di dollari. Altro punto interessante è quello relativo ai raggi x. Uno studio condotto su 700,000 bambini in 37 ospedali conclude che nei bambini nati da madri sottoposte a radiografie pelviche durante la gravidanza, la mortalità tumorale era del 40% più alta dei figli di donne non esposte a radiazioni. Il dottor John Gofman scrisse ben cinque libri scientificamente documentati fornendo prove esaurienti sul fatto che le attrezzature tecnologiche mediche, come raggi x e TAC, contribuiscano all’insorgere del 75% dei tumori, naturalmente il dottore precisa a più riprese che a provocare il danno siano una serie di combinazioni, comprese, quindi, il fumo, l’aborto e l’uso di contraccettivi orali. Naturalmente non bisogna cadere nella tentazione di affermare che questi sono studi che riguardano solamente il sistema medico americano perché, come osservò il Journal of Healt Affairs, studi alla mano, le vittime di errori sono del 18% in Gran Bretagna, del 23% in Australia e in Nuova Zelanda, del 25% in Canada e quindi, del 28% negli Stati Uniti. E ancora, a tutto questo, va sommato, come sostiene il dottor Robert Epstein della Medco Healt Solutions Inc., il consumo di farmaci tra i 6,3 milioni di anziani che hanno ricevuto circa 160 milioni di prescrizioni con una media di circa 25 all’anno per ogni singolo paziente. Come se non bastasse tutti questi studi non tengono conto dei decessi causati dalla Chemioterapia contro il cancro, poiché numerosi sono gli ostacoli da scavalcare perché non solo ci si trova davanti ad un muro di gomma alzato dai vari lobbisti, ma anche, e forse ancor più grave, ad ostacolare questa ricerca ci si è messo anche lo Stato, che ancora oggi nutre un certo “astio” verso tutte quelle terapie alternative che non producono un profitto per loro e per le case farmaceutiche, come ad esempio può essere il metodo Di Bella.

(“Medicina Assassina” è uno studio condotto e pubblicato da

Gary Nul, Carolyn Dean, Martin Feldman, Debora Rasio, Dorothy Smith)

Enea Rotella

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